La mia vita politica

la mia vita politica

Cari amici,

 

Sono un pendolare, come moltissimi altri svizzeri. Più volte, ogni settimana faccio avanti e indietro fra il Ticino e la Svizzera interna. E’ impegnativo, anche se uscire dai tunnel del Gottardo e sentire aria di casa fa dimenticare ogni fatica. Ma questo avanti e indietro è necessario: solo vivendo contemporaneamente le due realtà, quella ticinese e quella svizzera, si può realmente comprendere cosa Berna può e deve offrire al Ticino, ma anche come noi stessi possiamo contribuire alla creazione di una Svizzera di sempre maggiore successo.

Talvolta mi preoccupo guardando la rabbia improduttiva che caratterizza la politica ticinese degli ultimi anni: al confronto costruttivo fra le idee viene preferito un acceso dialogo fra sordi, ricco di pregiudizi e di slogan, ma scarsamente produttivo. Dai pregiudizi e dagli insulti non possono nascere decisioni utili, produttive, che guardano ai bisogni del futuro. Eppure il Ticino è in una posizione ideale, subito a nord della Lombardia, un po’ caotica ma ricca di inventiva, di risorse e di potenzialità, e a sud di quella Svizzera aperta al mondo, ma profondamente radicata nel suo territorio, precisa, saggia e stabile che ci ha permesso di essere molto diversi dai nostri vicini italiani e di avere più successo.

Il mio impegno è sempre stato e rimarrà quello di lavorare per assicurare al mio Ticino che lo sviluppo che ha vissuto nel passato prosegua anche nel futuro. Il Ticino è bello, ci offre una qualità di vita invidiabile e la offre anche agli svizzero tedeschi, agli italiani, ai germanici di Ascona. Così deve rimanere, grazie ad un’attenzione particolare per la cura l’ambiente e a un utilizzo saggio delle sue risorse. Ma questo non basta: avrà un’ulteriore sviluppo solo se continuerà ad essere attrattivo per chi ha la capacità e il coraggio di investire, creando nuove aziende e nuovi posti di lavoro. Per la nostra gioventù, per la popolazione ticinese.

Il mio programma di liberale radicale? Una scuola di qualità, per formare giovani preparati in sempre nuove professioni; finanze sotto controllo; un’amministrazione che aiuta e non ostacola popolazione e imprenditori, meno burocrazia; un’amnistia fiscale per fare rientrare risorse oggi all’estero; imposte moderate, con ad esempio maggiori deduzioni per chi lavora e fa crescere i suoi figli; oneri sociali contenuti; un territorio ben pianificato, per permettere di fare, non per impedire. Ma per ottenere tutto questo bisogna agire, sia Berna che in Ticino. Il nostro Paese non ha nulla da guadagnare coltivando polemiche o prendendosela con chi lavora, magari pendolando come me. Dobbiamo progettare, decidere, realizzare. Dobbiamo assumere la responsabilità che spetta alla politica. L’ho sempre fatto, con impegno e senza troppe chiacchiere. E lo farò anche in futuro, per amore del Ticino.

Non fermate il Ticino, fatelo avanzare nella stabilità, votando liberale radicale.